Bisenti: Presentazione rivista “SPECIALE PONZIO PILATO” Sabato 3 ottobre
settembre 28, 2009 by AdmGdA
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28.09 – L’Associazione Progetto Sviluppo Valfino procede in modo spedito senza fermarsi ai box. Con questo slogan potremo sintetizzare la concretezza e l’operatività dell’associazione costituitasi il 23 gennaio scorso ed avente sede presso lo storico locale “Grottino” di Bisenti.
In silenzio e con spirito di abnegazione e di forte collaborazione tra di loro, i componenti del sodalizio si sono messi in moto per fornire il loro fattivo contributo e per dare il loro vitale apporto alla edizione 2009 del Revival Uva e Vino Montonico che si terrà a Bisenti a partire dal 1° al 4 ottobre prossimi.
I valorosi giovani hanno voluto per così dire riesumare le gesta e le origini dell’illustre Ponzio Pilato che, come tutti sapranno, secondo una documentata tesi storica sarebbe nato in quel di Bisenti. Partendo da questo dato, sotto la sapiente e sagace guida dello studioso Graziano Paolone, Progetto Sviluppo Valfino ha realizzato un volume speciale di 16 pagine dal titolo “Speciale Ponzio Pilato“, nel quale vengono riportati gli sviluppi recenti sulle indagini e sugli studi condotti in merito alla nebulosa figura di Pilato, con particolare riferimento alle vicende delle sue origini.
Obiettivo dell’opuscolo, così come dell’Associazione, è la valorizzazione delle tradizioni, della cultura e della storia del territorio del Fino, che a volte trascura o dimentica di possedere delle potenzialità immense senza riuscire a “sfruttarle”. Di qui l’intento di riportare in auge un personaggio ambiguo che tuttavia ha segnato la storia dell’umanità “avallando” indirettamente o direttamente la condanna a morte di Gesù il Nazareno. Di qui la realizzazione dello speciale da parte di alcuni giovani che credono fortemente nella possibilità delle origini bisentine di Ponzio Pilato, come si può evincere chiaramente dal testo dell’opera.
Da sottolineare che alla realizzazione del volume hanno dato il loro contributo illustri personaggi del mondo della cultura, della storia, del giornalismo e della politica, tra cui, oltre al già citato Paolone, lo scrittore famoso Angelo Paratico, la nota giornalista Gioia Salvatore, l’Assessore alla Cultura della Provincia di Teramo Antonio Di Michele ed il Sindaco di Castiglione Danilo Crescia. In questa sede non anticipiamo i contenuti e le tematiche del giornale. Ci preme solo comunicare alla cittadinanza che Sabato 3 ottobre alle ore 10.30 presso la sala polivalente del Comune di Bisenti si terrà, su gentile concessione del Sindaco di Bisenti Avv. Guido De Luca, la presentazione ufficiale dell’opera culturale “Speciale Ponzio Pilato“. Il tutto alla presenza di eminenti Autorità istituzionali e di esponenti illustri del mondo della cultura. Nel corso dell’evento verranno distribuite gratuitamente le copie del giornale.
La cittadinanza tutta è invitata a partecipare all’evento.
L’Associazione Culturale ringrazia sentitamente quanti hanno dato il loro contributo alla stesura del volume su Pilato, segnatamente la redazione del periodico “La Voce di Pasqualino“, il direttore Gabriele Salini e tutti i collaboratori, e quanti hanno reso possibile la realizzazione della manifestazione di presentazione dello stesso (Pier Domenico Di Dionisio, Donatella Zecchini, Edda Migliori).
____________Luca Vincenzo Salini
“LUCIO SICHETTI PRESENTA LA SEZIONE AVIS DI BISENTI” di Luca Salini
settembre 14, 2009 by AdmGdA
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“LUCIO SICHETTI PRESENTA LA SEZIONE AVIS DI BISENTI” – Intervista di Luca Salini
14.09 – Dottor Sichetti, Lei è il presidente della neonata sezione dell’AVIS di
Bisenti. Ci elenca i componenti del direttivo con le relative cariche associative?
Il direttivo dell’Avis Comunale di Bisenti è il seguente: presidente Sichetti Lucio, vice presidente Giancaterini Carlo, segretario Panzone Angelo, tesoriere Di Marco Maria Luisa, don Raffaele Di Giacinto, D’Ercole Giuliano e Cretarola Osvaldo.
La presentazione della sezione è assai recente. In quali termini ha risposto la popolazione bisentina alla vostra iniziativa? Le adesioni a che punto sono?
In questi mesi, oltre ai soci fondatori ed agli iscritti già donatori soci dell’Avis Castiglione, che hanno deciso di iscriversi nella sezione Avis di Bisenti, abbiamo già avuto nuovi soci e pensiamo di aumentare nei prossimi mesi.
Cosa vi ha spinto a creare una sezione indipendente ed autonoma a Bisenti rispetto alla sezione AVIS della Vallata del Fino?
Sono stato per due mandati consecutivi, circa 8 anni, presidente dell’associazione Avis comunale di Castiglione M.R., sezione di base che nell’intento del fondatore don Giorgio Soave, ormai 21 anni fa, doveva essere il punto di riferimento dell’intera vallata del Fino, come peraltro è stata per un ventennio. Infatti l’associazione era meglio conosciuta come Avis Valfino, annoverando soci donatori tra tutti i cittadini dei cinque comuni dell’alta valle del Fino. Purtroppo lo statuto dell’Avis Nazionale non contempla sezioni di base che comprendono più comuni e pertanto non è stato più possibile continuare a chiamare la sezione di base come Avis Intercomunale Valfino. Ma non è stato questo il motivo per il quale è nata una nuova unità di base, non è stato un nostro capriccio o peggio ancora mero campanilismo, ma la costituzione di piccole unità territoriali rientra nella strategia a livello nazionale per promuovere la donazione del sangue. Infatti, in rapporto percentuale, sono molto di più i donatori nei piccoli paesi, dove il direttivo è a stretto contatto con la popolazione, che nelle metropoli dove invece la donazione del sangue è solo quella della popolazione più sensibile che sente di dover donare per auto convinzione e non perché qualcuno lo ha avvicinato e gli ha fatto capire l’importanza.
Sulla base di questo dato l’Avis Nazionale, quella Regionale e la sovraordinata Provinciale hanno tutte spinto per la costituzione di una nuova sezione, che inizialmente, 8 anni fa, doveva sorgere a Castilenti, dove non si è riusciti a trovare chi si volesse impegnare, tranne due o tre persone, e oggi, dopo ripetute pressioni, finalmente viene alla luce l’Avis comunale di Bisenti.
Ci illustra brevemente progetti, obiettivi e finalità che vi proponete di realizzare per i prossimi mesi?
L’intento principale è quello di promuovere tra la popolazione bisentina e soprattutto tra i giovani il dono del sangue.
Promuovere iniziative volte a diffondere lo spirito di solidarietà di mutuo soccorso tra i cittadini, soprattutto tra i più piccini intervenendo già nelle scuole del paese.
Poter riuscire ad organizzare almeno 3-4 volte l’anno la raccolta del sangue presso il poliambulatorio con l’ausilio dell’autoemoteca.
Da un punto di vista logistico come vi siete organizzati? Siete muniti di una sede? E come intendete promuovere le iniziative?
Per adesso non abbiamo ancora una sede ma, visto che i locali del poliambulatorio hanno stanze libere, cercheremo di persuadere il Direttore Sanitario dell’Asl di Teramo a concedercene una.
Per le iniziative ci stiamo ancora coordinando tra i componenti il direttivo per scegliere le strategie da mettere in campo. Si accettano consigli e collaborazioni
Domanda di carattere generale. Secondo Lei come potrebbe sconfiggersi definitivamente il problema annoso della carenza di sangue e, in subordine, quello delle infezioni da trasfusioni?
Facendo in modo che aumentino i donatori e le donazioni. Per far questo non è sufficiente l’impegno delle sezioni di base ma c’è bisogno che le Istituzioni si impegnino, aumentando la capacita recettiva dei Centri Trasfusionali sia in spazio, aumentando la dotazione di spazi, poltrone, e strumentazioni, che di tempo, aprendo i CT anche qualche pomeriggio a settimana ed almeno una domenica al mese, aumentando il personale. Sperando, inoltre, che Brunetta non continui ad etichettare i lavoratori donatori di sangue come “fannulloni” reintroducendo il trattamento retributivo e previdenziale esistente prima del decreto anti fannulloni in cui a chi donava il sangue spettava una giornata di riposo retribuita anche ai fini previdenziali e pensionistici. Il decreto anti fannulloni aveva di fatto cancellato a chi andava a donare durante l’orario di lavoro la giornata di riposo retribuita e gli oneri previdenziali e pensionistici. Per Brunetta chi va a donare parte del suo corpo ad altri non è altro che un fannullone e pertanto non va retribuito. Inoltre ci sarebbe bisogno di evitare lotte intestine all’interno delle strutture sanitarie tra direttori sanitari e primari e tra questi e i medici piuttosto che con i paramedici. Ci sarebbe bisogno di più collaborazione tra i reparti ad esempio con la cardiologia che spesso crea problemi per effettuare l’ECG ai donatori, peraltro obbligatoria almeno una volta l’anno, e così via. Sarebbe necessario un maggior rispetto del donatore.
Ti racconto brevemente cosa è capitato al Centro Trasfusionale di Atri, dove l’Avis della vallata afferisce per i salassi. Questo CT era, qualche anno fa, il fiore all’occhiello della sanità abruzzese, grazie al dott. Aldo Spano. Questo medico si dedicava anima e corpo al dono del sangue, ma non era di quelli che sono abituati a chinare la testa davanti al politico di turno e così per contrasti con l’allora Direttore Sanitario dell’ospedale S. Liberatore di Atri, di cui ometto il nome per ovvi motivi, il centro fu smembrato e ridotto al lumicino fino a far prendere la decisione del pensionamento al dott. Spano. Solo adesso dopo dure battaglie portate avanti dalle Avis di base e da quella Provinciale il CT di Atri si sta riprendendo.
Vuole lanciare un appello finale alla popolazione bisentina per aderire alla sezione AVIS locale? A chi bisogna rivolgersi per iscriversi?
Ai Bisentini e a tutti quelli che avranno modo di leggere questa intervista voglio solo dire che donare il sangue in modo volontario, anonimo e non retribuito è un gesto nobile che permette di salvare tante vite nei pronto soccorsi, permette di poter effettuare un numero maggiore di trapianti, permette di curare tanti malati.
Per diventare donatori ci si può rivolgere ad uno dei componenti il Direttivo Avis Comunale di Bisenti, come sopra riportato.
Ti ringrazio tanto per questa opportunità offerta alla nostra associazione per farci conoscere.
______________Luca Vincenzo Salini
VALFINO AL CANTO 2009
agosto 10, 2009 by AdmGdA
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Il ridente paese dell’alta Valle del Fino ripropone la festa della musica tradizionale. Stiamo parlando della celeberrima iniziativa intitolata “Valfino al Canto“, giunta quest’anno all’edizione numero quindici.
Correva l’anno 1995 quando alcuni componenti dell’associazione Culturale “Altofino” ebbero la brillante idea di organizzare una magnifica festa estiva capace di aggregare tutta la popolazione della Vallata del Fino, in cui la musica veniva percepita e “gustata” come occasione di divertimento, di svago, di incontro ed anche di conoscenza tra le popolazione coinvolte.
La festa, da domenica 9 agosto, si concluderà martedì 11 agosto. In questi giorni il paese di Bacucco sarà occupato interamente dai ritmi e dai movimenti del ballo in quanto la rassegna presenta un mix di canto e musica intesi come azioni spontanee e rituali. Il borgo sarà allietato dalla presenza di gruppi che produrranno un repertorio legato alle varie occasioni religiose e laiche della vita quotidiana ed alla comunità sociale portatrice di queste tradizioni trasmesse oralmente attraverso le varie generazioni.
Tra le varie finalità dell’evento vi è senza dubbio l’esigenza di conservare e tutelare stili e pratiche musicali strettamente connessi alla cultura ed alla tradizione contadina, facendo restare in vita atmosfere e repertori tipici di un periodo assai florido e fiorente per la comunità di Arsita e della Vallata del Fino in generale.
Gli amici dell’associazione culturale “Altofino”, organizzatori della manifestazione, pertanto, invitano gli utenti e la popolazione tutta a partecipare alla tre giorni di festa nel suggestivo borgo di Arsita. Va ricordato che alla festa è abbinata anche la sagra del Coatto, giunta alla ventiquattresima edizione.
______di Luca Salini
“…dalla provincia di Teramo” rubrica di Vincenzo Luca Salini
luglio 22, 2009 by AdmGdA
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Graziano Paolone:”I sistemi poligonali di avvistamento nel medioevo dell’alta valle del Fino” di Luca Salini
giugno 21, 2009 by AdmGdA
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Il periodico “Giornale d’Abruzzo” incontra il dott. Graziano Paolone, autore del volume “I sistemi poligonali di avvistamento nel medioevo dell’alta valle del Fino“, che molto presto verrà dato alle stampe. Paolone propone con
dott.Graziano Paolone
chiarezza espositiva e dovizia di particolari una analisi dettagliata delle vicende legate alla strategia ed alla tattica militare del medioevo, mettendo in evidenza peculiarità e sistemi praticati in questo ambito nella Vallata del Fino. Diamo la parola all’autore…
Ci descrive brevemente gli argomenti e le tematiche trattate nel suo libro?
In questo libro abbiamo cercato di analizzare le reti di comunicazione militare susseguitesi in un periodo storico che va dalla crisi dell’Impero Romano al medioevo. Il sistema, che potremmo definire un “world wide web” dell’età di mezzo, consisteva nella costruzione di torri di avvistamento in luoghi a priori identificati come strategici attraverso uno studio geomorfologico del territorio. Queste torri, edificate in punti di importanza capitale, consentivano la comunicazione tra il territorio della costa e la catena degli appennini al fine di avvisare le popolazioni ivi residenti in caso di attacchi da parte di popolazioni belligeranti provenienti da territori nemici. Attraverso un sistema di triangolazione tra le varie torri era possibile far partire un segnale dal mare Adriatico fino ad allertare l’Urbe romana per l’eventuale assedio di milizie ostili. La peculiarità fondamentale sta in questa circostanza. Nel caso in cui i nemici avessero voluto attaccare Roma partendo dall’Adriatico un segnale doveva necessariamente passare attraverso le torri costruite all’interno o attorno alla Vallata del Fino. Ciò contentiva al segnale di poter viaggiare verso Roma in minor tempo rispetto ad un eventuale nunzio che doveva partire a cavallo per dare notizia dell’attacco.
- Come si manifestavano i segnali di cui parla?_______________________
Le segnalazioni avvenivano attraverso torri innalzate sui punti più alti del territorio con fuochi di notte e specchi di giorno. Attraverso un sistema codificato di segni, di cui oggi si sono perse le tracce, all’epoca veniva attribuito a questo linguaggio non parlato, non scritto, un vero e proprio significato. In tal modo le popolazioni che risiedevano nel territorio potevano svolgere tranquillamente una vita ordinaria sentendosi in un certo senso protette dalla minaccia di attacchi.
Faccio un esempio. Un solo dardo infuocato di notte o uno specchio luminoso di giorno facevano comprendere che la situazione era sotto controllo e che nessuna milizia era in movimento. Viceversa tre dardi infuocati con un intervallo di tempo molto basso uno dall’altro avvertivano le popolazioni del luogo che dovevano mettersi in salvo in vista di un attacco imminente. Tutto il sistema sopra descritto rappresentava un sistema di comunicazione rapido ed efficiente paragonabile ad una sorta di rete internet trasferita in epoca medioevale.
- Come ha avuto l’idea di comporre una simile opera e da dove ha tratto l’ispirazione?
Sono un appassionato di montagna. Amo camminare ad alta quota. Da lì ho iniziato a soffermarmi sulle posizioni particolari in cui erano ubicati i nostri comuni. Ho notato che essi erano orientati verso assi specifici e che le edificazioni non erano affatto casuali ma il frutto di strategie precise e mirate. Tutto ciò mi ha spinto ad approfondire il discorso sui sistemi di avvistamento poligonali. Ed il risultato dei miei studi è raccolto in questo volume.
- In base ad i suoi studi come spiega la posizione particolare di Bisenti?_____
Parliamo sempre di ipotesi. Certo è che a differenza di altri comuni Bisenti è al centro di una
valle, di una conca. Una spiegazione potrebbe essere di carattere militare: ossia Bisenti poteva fungere da ricettacolo di informazioni da e per altri siti. Poteva svolgere ruolo strategico di smistamento di segnali provenienti da Castiglione, Montefino, Collemarmo, Collegiove e da San Pietro, per poi comunicarli ad Arsita ed a Roccafinadamo, il punto più importante strategicamente situato a ridosso della valle dove sono state rinvenute tracce di un antico castello scomparso o per abbandono, o per intemperie oppure in seguito ad assedio andato a buon fine. Sottolineo l’importanza di posizione di Roccafinadamo, che permetteva di dialogare con la valle verso Val d’Andri-Farindola e di smistare il messaggio verso altri comuni quali Farindola, Montebello, Casteldelmonte, Rocca Calascio. Il tutto circumnavigando gli appennini, posti ad ovest della stessa valle del Fino. La stessa rilevanza strategica era rivestita da Colle Giove verso la Vallata del Vomano. Si trattava, quindi, di due punti strategici opposti tra loro ma con importanti compiti di difesa del territorio.
- Nel medioevo Bisenti, quindi, era la regina della Vallata del Fino a tutti gli effetti?
La circostanza è possibile ma preferirei non parlare in tal senso di un’attività bisenticentrica ma di un fenomeno che riguarda tutta la Vallata. Credo sia arrivato il momento di pensare ad una integrazione della Vallata da un punto di vista economico, sociale e politico.
- Il libro contiene anche un paragrafo relativo al passaggio dei Templari. Vogliamo ricostruire quest’avvenimento?
Si tratta di una possibilità concreta e spiego il motivo. Gi imbarchi per la Terra Santa non erano posti solo presso i porti pugliesi. Anche nella Via Francigena esistevano una serie di vie minori che si diramavano dalla stessa e conducevano verso altri imbarchi. E’ possibile che un gruppo di templari che presidiavano vie militari si fosse stanziato in qualche castello della Vallata del Fino. Del resto la croce situata a Bisenti rappresenta un simbolo dei templari posti a presidio non della via maestra ma di alcune vie secondarie proprio al fine di tutelare i pellegrini, i quali con rinnovato spirito religioso dopo l’anno mille, seguivano queste strade per raggiungere località sacre.
- La Vallata del Fino attualmente vive una situazione di forte crisi economico-sociale. Secondo lei come se ne esce da questa situazione di stallo? Ha in mente un progetto per il rilancio del nostro comprensorio?______________________
La possibilità di rilancio a mio avviso deve partire dall’integrazione dei 5 comuni. Sono per
la creazione della Città Valfino anche perché ciò potrebbe comportare una notevole riduzione di costi e di spese. Credo che i tempi siano maturi per realizzare questo inevitabile processo di unione. Inoltre credo che sia necessario utilizzare in modo sempre più continuo le tecnologie legate al mondo del web anche per quanto riguarda la gestione dei software relativi ad i servizi affidati per legge alla competenza dei comuni.
- Il suo impegno nel sociale è da sempre lodevole. E’stato presidente della Pro-loco di Bisenti nella prima metà degli anni 90 con ottimi risultati. Che ricordo ha di quel periodo?
Si è trattato di una esperienza stupenda e valida per il paese. Sono stati realizzati obiettivi importanti che credo possano realizzarsi anche in futuro a condizione che si ragioni in un’ottica globale di Vallata, come sostenevo prima.
- Alla base dell’idea del libro vi è anche una lodevole iniziativa legata alla beneficenza. Ci illustra i dettagli?
L’idea è venuta da Ezio Centini e consiste nella raccolta di fondi derivanti dal ricavato del libro da devolvere in beneficenza ad i bambini del Bangladesh.
________________________di Vincenzo Luca Salini
Licia Colò: “dal Kilimangiaro a Teramo” di Vincenzo Luca Salini
giugno 17, 2009 by AdmGdA
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LICIA COLO’: DAL KILIMANGIARO A TERAMO
Intervistare Licia Colò è una di quelle esperienze a conclusione delle quali si ottiene una conferma importante: il mondo della televisione è ancora popolato da persone perbene che credono in determinati valori portandoli avanti con convinzione e pervicacia. A ciò va aggiunta un’altra caratteristica insita nel personaggio Licia Colò: la classe infinita. Un famoso saggio diceva che le persone meritevoli si riconoscono dal grado di umiltà posseduto. Licia Colò oltre ad essere umile riesce a trasmettere nei telespettatori forte senso di sicurezza unitamente ad una passione smisurata per tutto ciò che si può ricondurre al mondo della natura.
____________________________
Lei rappresenta un’icona della televisione italiana. Che ricordo conserva degli inizi
della sua carriera?
Possiedo dei ricordi carichi di emozioni del periodo relativo all’inizio della mia carriera. Il lavoro è iniziato per caso. Facevo la modella e partecipai ad un provino per l’allora televisione regionale Antenna Nord. Fui molto fortunata in quanto riuscii ad entrare in una televisione che il mese successivo si sarebbe trasformata nel network nazionale Italia Uno. Mi sono trovata per caso in una televisione che nel giro di poco tempo era diventata un punto di riferimento nel panorama comunicativo italiano. In quel periodo ero convinta che si trattasse di un’esperienza momentanea. Ed invece non mi sono più fermata, continuando sempre a svolgere il mio lavoro con entusiasmo e voglia di fare.
Nel 1996 lei si è trasferita in Rai dove le venne affidata la conduzione della trasmissione Geo e Geo. Questo è l’anno della sua definitiva consacrazione?
Il momento decisivo da un punto di vista lavorativo è stato nel 1989, anno in cui ho iniziato a condurre l’Arca di Noè a Mediaset. Si trattava del primo programma televisivo proposto da me e basato su una mia idea. Pertanto credo che il passaggio decisivo della mia vita professionale sia da ricondurre proprio a questo periodo. Successivamente sono andata via da Mediaset per trasferirmi in Rai in quanto il biscione non manifestò alcuna intenzione di assecondare i miei progetti in merito alla realizzazione di programmi che andassero al di là dell’Arca di Noè. Quest’ultimo era un programma interessante ma avvertivo la necessità di confrontarmi con nuove esperienze e così decisi di cambiare aria.
Da dove nasce il suo proverbiale ed infinito amore per la natura ed il suo forte senso di protezione per gli animali?
Si tratta di un sentimento genetico ma un ruolo fondamentale in tal senso lo hanno avuto i miei genitori, i quali fin dalla mia infanzia mi hanno abituata al rispetto per gli animali e per la natura. Inoltre ho sempre fatto viaggi a contatto con la natura. E credo che quando una persona cresce in certi ambienti e crede in determinati valori, viene spontaneo sentirsi in dovere di difendere i propri ideali e le proprie convinzioni. Il mio lavoro mi ha dato la possibilità di comunicare con il grande pubblico e di lanciare messaggi che ricalcano pienamente il mio amore per la natura.
Lei ha condotto e conduce tante battaglie per la tutela degli animali. Cosa spinge secondo
lei l’uomo ad essere insensibile e crudele verso gli animali?
Innanzitutto credo che l’uomo abbia una conoscenza assai limitata degli animali. Quando si parla di essi, l’individuo pensa principalmente ai cani e ad i gatti, dimenticando l’esistenza delle altre specie e tipologie di animali. Considerarli alla stregua di oggetti fa comodo all’uomo. Per questo sostengo che non ci sia grande sensibilità nei confronti delle specie animali in generale. Anche se per quanto concerne i cani ed i gatti credo che qualche passo in avanti sia stato effettuato negli ultimi anni. Mi riferisco in modo particolare al fatto che i media hanno iniziato a dare peso e rilievo agli episodi atroci di violenza a carico degli animali domestici. Ma credo che ulteriori passi in avanti debbano necessariamente essere compiuti nell’immediato futuro.
E’ soddisfatta dell’introduzione del reato di abbandono degli animali domestici?
Sono soddisfatta ma credo che ciò non sia sufficiente per sconfiggere in modo definitivo questa piaga. Esistono tante leggi a tutela degli animali ma è un’impresa impossibile farle rispettare. Sono rarissimi i casi in cui qualcuno viene condannato per abbandono di animali. Occorre innanzitutto presentare una denuncia, poi attendere lo svolgimento del processo che può durare anche diversi anni. Per questo sono convinta del fatto che bisogna porre le basi per snellire queste procedure che in Italia sono di gran lunga più lente che altrove.
Dove risiede il segreto della sua solarità unita ad una bellezza e ad una classe uniche?
Credo che la bellezza sia soggettiva. Per quanto riguarda la solarità si tratta di un apprezzamento che mi lusinga. L’eleganza rappresenta uno status a cui tutti dovrebbero ambire. Nel mio caso credo che l’eleganza sia riferita al mio modo di comportarmi ed al portamento e non all’abbigliamento. Sono una donna semplice anche nel vestire e non indosso mai abiti di marca oppure di stilisti famosi.
Lei è anche autrice di libri. La sua ultima fatica letteraria è stata l’Ottava vita, che lei ha dedicato alla defunta gatta Pupina. Crede che certe sensazioni ed emozioni riescano ad esprimersi meglio con la scrittura?
Credo di sì in quanto la televisione ha ritmi frenetici che non consentono di esternare più di tanto. I libri, invece, ancora oggi permettono di indugiare su sentimenti o emozioni spesso dimenticati.
Attualmente lei conduce tutte le domeniche su Raitre la trasmissione di successo “Alle
Falde del Kilimangiaro”, per la quale compie numerosi viaggi. Nella sua carrellata di viaggi quale paesaggio o località ricorda con maggiore intensità?
Ho visitato tantissimi posti a tal punto che è difficile dare una risposta. La bellezza o suggestività di una località è legata ad i momenti emozionanti che una persona vive. Per me i paesaggi indimenticabili sono quelli in cui ho vissuto momenti piacevoli e sereni a prescindere da ogni altra considerazione.
Come riesce a conciliare i suoi impegni lavorativi con la vita familiare, soprattutto dopo che è diventata mamma?
Attualmente viaggio con meno frequenza rispetto a prima. Quando abbiamo deciso di avere un figlio, di conseguenza ho scelto di ridurre notevolmente gli impegni per dedicarmi completamente a mia figlia. Per conciliare i tempi credo che sia necessario innanzitutto volere fortemente le cose oltre alla consapevolezza di dover per forza di cose fare delle rinunce.
Quali sono i suoi progetti per il futuro?
Sono abituata a non proiettarmi mai troppo oltre. Fino a maggio sono stata impegnata con Alle Falde del Kilimangiaro. Successivamente sono partita con il programma Animali e Animali, spazio quotidiano in onda alle 13,00 su Raitre che si occupa di diritti degli animali. E’ prevista le realizzazione di 85 puntate e si tratta di un impegno a cui tengo in modo particolare.
E’ mai stata in Abruzzo?
Certo che sono stata in Abruzzo, la regione dei parchi.
Ed a Teramo?
Sono stata anche di recente a Teramo. Ho un bellissimo ricordo di tante località dell’Abruzzo, il cui territorio da sempre mi affascina. Mi sono ripromessa in tante occasioni di tornare a visitare la vostra regione con maggiore disponibilità di tempo ma purtroppo non ne ho avuto né occasione né possibilità. E lo dico con profondo rammarico anche perché l’Abruzzo non è così distante dalla città in cui vivo, ossia Roma.
Quali località dell’Abruzzo da lei visitate hanno colpito e carpito il suo interesse?
Sono legata alla natura e non posso non menzionare il Parco della Maiella con tutti i suoi stupendi eremi, il Parco Nazionale d’Abruzzo che conosco molto bene in quanto ci sono tornata in diverse occasioni. Sono rimasta molto stupita dalla bellezza di alcuni paesi abbandonati o diroccati dell’entroterra, in modo particolare dal paese in cui hanno girato Lady Hawke, che credo si chiami Roccacalascio. Devo dire che anche Teramo è una città piacevole ed a misura d’uomo. Tornerei volentieri in Abruzzo per approfondirne la conoscenza dell’incantevole territorio.
____________________________________________________di Vincenzo Luca Salini
foto di Licia Colò in testa pagina dal sitoWeb lipu.it
Ben tre alunni dell’Istituto scolastico di Bisenti si qualificano alle finali nazionali dei Giochi Matematici
giugno 15, 2009 by AdmGdA
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15.06 – L’Istituto Scolastico Comprensivo di Bisenti celebra con soddisfazione e compiacimento i
brillanti risultati raggiunti dai propri studenti all’edizione 2009 del “Campionato dei Giochi Matematici”, organizzato come tradizione dall’Università Bocconi di Milano.
Le semifinali provinciali svoltesi a Teramo, hanno decretato uno strabiliante successo della squadra bisentina la quale, guidata e preparata magistralmente e con competenza dal prof. Attilio D’Onofrio e dalla prof.ssa Mariaconcetta Panzone, è riuscita ad ottenere la qualificazione con ben tre alunni alle finali nazionali di Milano del suindicato campionato.
Nella categoria C2, riservata ai ragazzi della terza media, si è messa in evidenza
Francesca Di Marco; nella categoria C1, riservata ad i ragazzi della prima e seconda media, si sono distinti conquistando l’accesso alle fasi finali Paolo Di Marco e Valentina Sichetti, la quale si è classificata in prima posizione nella categoria di riferimento.
Grande soddisfazione ed apprezzamento per gli eccellenti e lusinghieri risultati conseguiti sono stati espressi dalla prof.ssa Trivellizzi M. Luigia, dirigente dell’Istituto Comprensivo di Bisenti, la quale ha tenuto a sottolineare le qualità e le doti non solo degli alunni ma anche dei professori, assai sapienti nell’istruire e nell’ “allenare” i propri discepoli.
“Siamo onorati - afferma la prof.ssa Panzone Mariaconcetta - della qualificazione ottenuta dai nostri ragazzi. Si tratta del raggiungimento di un obiettivo importante per l’Istituto Comprensivo di Bisenti in quanto siamo riusciti nell’intento di far conoscere all’opinione pubblica la preparazione e la validità di diversi nostri elementi. Ora cercheremo di rappresentare in modo ottimale il nostro territorio alle finali di Milano. Potendo contare su allievi così motivati e meritevoli, nessun obiettivo è precluso. Mi preme ringraziare quanti hanno reso possibile il conseguimento di un risultato così prestigioso, in primis il dirigente Trivellizzi M. Luigia, che ha sempre sostenuto ed appoggiato concretamente il nostro operato“.
__________Vincenzo Luca Salini
“Arsita celebra i 100 anni di nonna Marianicola”
giugno 12, 2009 by AdmGdA
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12.06 – Quando i Tedeschi vennero a casa mia e chiesero il vino
La frase che riecheggia con maggior frequenza in situazioni del genere è la seguente: “Ci metterei la firma per giungere al compimento di 100 anni in buona salute“.
Forse quanti proferiscono simile locuzione non hanno avuto il privilegio di conoscere Marianicola Di Marco altrimenti oltre a mettere la firma sarebbero stati ben disposti anche a pagare di tasca loro. Siamo rimasti esterrefatti dalla lucidità e dalla brillantezza mentale della signora Di Marco, la quale nella chiacchierata ha effettuato un breve excursus del suo secolo di vita ricordando con chiarezza e nitidezza episodi anche tristi e spiacevoli.
La popolazione di Arsita “si coccola” gelosamente nonna Marianicola, diventata nonna ideale di tutti i
- nonna Marianicola Di Marco e Vincenzo Luca Salini
bacucchesi e, con lo spirito di unità che da sempre la caratterizza, ha partecipato con entusiasmo alla solenne giornata di festa dedicata interamente alla neo-centenaria.
Prima di dare la parola a nonna Marianicola ci preme ringraziare la sua famiglia, in testa il suo caro nipote Fiorentino, per la grande ospitalità e per averci concesso l’opportunità di realizzare un servizio con una signora così piena di vita e che trasmette emozioni indescrivibili.
E’ arrivata a 100 anni. Che bilancio fa della sua vita?
Nella mia vita tante cose sono successe. Sono arrivata a 100 anni e grazie a Dio sto bene di salute, se si esclude qualche dolore al braccio ed alla gamba. Nella mia vita ho sempre lavorato. Aiutavo mio marito Antonio a portare avanti la masseria. Poi quando lui si è ammalato e non era più in grado di lavorare mi sono rimboccata le maniche. Avevamo bisogno di soldi per vivere e così andavo a Castelli ed Isola con la canestra in testa per vendere le uova. Quando il fiume era in piena e lasciava i detriti io e mio marito andavamo al fiume a raccogliere le frasche che utilizzavamo per accendere il fuoco. Sono stati periodi di sacrificio. Prima non c’era il benessere di oggi, non c’erano le pensioni e si mangiava in base a quello che si lavorava. Dovevo pensare io alla famiglia ed ai nostri 6 figli. In realtà abbiamo avuto 7 figlie femmine, ma una purtroppo morì a 7 anni per disgrazia cadendo sul fuoco. Abbiamo vissuto in campagna per molto tempo, poi abbiamo deciso di vendere la masseria e ci siamo trasferiti ad Arsita paese circa 42 anni fa. Mio marito è morto nel 1987 dopo aver sofferto molto per la malattia che lo aveva colpito. Adesso ho 18 nipoti. Un nipote purtroppo è deceduto.
Lei ha vissuto direttamente due guerre mondiali. Cosa ricorda di quei momenti tragici?
Ricordo meglio la seconda guerra mondiale. Noi abitavamo in campagna vicino al cimitero vecchio di Arsita. Arrivarono i tedeschi a casa nostra e mio marito dovette nascondersi per non essere preso. Videro solo me in casa e mi chiesero del vino. Io andai in cantina, presi un fiaschetto e glie lo offrii. Appena finirono di bere, grazie a Dio andarono via. Il dopoguerra fu molto difficile. Ma abbiamo superato con il lavoro della campagna anche quel periodo di crisi.
Le antiche tradizioni. Lo scorso anno è stata intervistata per il dvd realizzato nell’ambito della manifestazione legata alla Notte di San Giovanni.
In quella notte ci si recava tutti alla sorgente di San Giovanni, una piccola fontanella. Si prendeva l’acqua santa e si riportava a casa perché serviva per scacciare il male. L’anno scorso mi hanno intervistata ed ho raccontato queste vicende.
E’ vero che ha visto il lupo mannaro?
Ad Arsita c’era un signore che si trasformava in lupo mannaro. Una volta ero andata al fiume a prendere l’acqua per gli animali. Stavo risalendo sulla costa e sentii il verso del lupo che proveniva dal fiume. Mi voltai ed era proprio il lupo mannaro.
In merito alle streghe cosa ci dice?
Una mattina mi alzai dal letto ed andai a vedere la mia prima figlia Annina nata da poco. Aveva la faccia piena di terra. Andammo dal prete il quale ci disse che la bimba si era salvata dal fuoco delle streghe e che per poco non era morta. Ci diede un talismano. Il mattino successivo ritrovai Annina con la faccia interrata perché, essendoci il talismano, la strega non poteva più avvicinarsi e le lanciava la sabbia. C’era un metodo per scoprire se una persona era una strega. Si metteva un ago sotto la sedia. Se la persona si sedeva e non riusciva ad alzarsi voleva dire che era una strega.
Signora Maria Nicola cosa mangia lei di solito?
Io mangio tutto perché grazie a Dio non mi fa male niente. Se proprio devo scegliere preferisco pietanze brodose ma non ho mai avuto problemi legati all’alimentazione.
Non ha mai avuto problemi di salute?
Ringraziando Dio no se si esclude la caduta di 5 anni fa in cui mi sono rotta il femore. Ebbi uno scatto quando stavo andando in camera. Poi quando stavo andando fuori mi cedette la gamba, caddi ed oltre al femore mi si ruppe pure il braccio. Dovetti fare due interventi delicati. Tutto è andato bene e sono tornata a camminare con il bastone senza aver fatto nemmeno la riabilitazione. Sono anche tornata a fare la spesa al supermercato dopo l’intervento. Ora sono abbastanza autonoma. Vivo da sola e mi cucino da sola. Le mie figlie sono sempre presenti e da questo lato posso dire di essere stata fortunata perché mi vogliono davvero bene.
Quale nevicata ricorda con maggiore intensità e sorpresa?
Eravamo alla masseria ma non ricordo l’anno. Forse era il 1956. Ricordo che la mattina non riuscimmo ad aprire la porta per la grande quantità di neve. Anche la nevicata di 4 anni fa fu abbondante.
Suo nipote Fiorentino le aveva fatto installare un monitor in casa per maggiore sicurezza. Come mai dopo qualche giorno lo fece togliere?
Non mi piaceva perché se stavo parlando con qualcuno poi con il monitor gli altri sentivano tutto. Se sto parlando male di qualcuno, loro mi sentono. Mi accorsi del monitor dalla lucetta che compariva e dissi a Tonino, padre di Fiorentino, di toglierlo perché non significava nulla. Adesso per far stare più tranquilli i miei familiari ho il telecontrollo. Basta che spingo il bottone e subito telefonano a me ed alle mie figlie per sapere cosa succede.
Signora Maria Nicola la ringraziamo tantissimo per l’accoglienza e per la chiacchierata.
Ringrazio la signoria vostra per essermi venuta a trovare e per l’onore che mi avete dato.
_____________Vincenzo Luca Salini
Catarra supera di misura (17 voti) al primo turno la soglia del 50% ed è il nuovo Presidente. Risultati di Teramo e della Vallata del Fino.
giugno 9, 2009 by AdmGdA
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Passaggio epocale per la provincia di Teramo. Dopo 20 anni di gestione del centro-sinistra Walter Catarra riesce a spostare gli equilibri ed a riconsegnare l’istituzione di Via Milli nelle mani dello schieramento del centro-destra. Si tratta di un risultato sorprendente in considerazione del forte radicamento nel territorio teramano del gruppo dirigente guidato da Ernino D’Agostino.
La coalizione del neo presidente ottiene il 50,25% (83.838 voti) mentre lo schieramento del presidente uscente D’Agostino si attesta al 48,16% (80.352 voti).
“Ci abbiamo creduto in questa vittoria e con tenacia e con una campagna elettorale tra la gente siamo riusciti a spodestare il centro-sinistra dopo 20 anni di amministrazione. I cittadini hanno compreso il nostro programma e le nostre idee e ci hanno sostenuto“. Questo il primo commento di Catarra.
A livello di partiti, il Pdl non sfonda e si ferma al 26,61%, l’UDC ottiene un lusinghiero 5,68%, la lista civica “Al centro per Catarra presidente” raggiunge quota 6,44% eleggendo addirittura due consiglieri provinciali. Da sottolineare il successo della Lega Nord con il suo 1,32%. Nel centro sinistra il PD frena bruscamente e perviene al 23,09%, l’Italia dei Valori ottiene l’8,94%, Sinistra e Libertà il 4,64%, Rifondazione Comunista il 3,91%, la lista civica UDT il 4,49%.
La Vallata del Fino festeggia l’elezione al consiglio provinciale del dott. Giuseppe Di Michele, eletto nel collegio di Castiglione Messer Raimondo con il la lista “Al centro per Catarra”.
Di Michele ha raggiunto la percentuale del 23,29 %(1.162 voti), risultando il primo degli eletti della lista di appartenenza a livello provinciale ed il primo fra tutti i candidati della Vallata del Fino.
“Ritengo - afferma Di Michele - che questo momento sia particolarmente importante per tutta la Vallata del Fino. Sono profondamente onorato di poter rappresentare la mia terra nell’istituzione provincia e spero di essere all’altezza di portare avanti la carica in modo ottimale. Ringrazio tutti coloro che mi hanno accordato fiducia e consenso. Da domani sarò al lavoro insieme al mio gruppo di riferimento per realizzare i progetti di cui la Vallata ha assoluta necessità“.
Per quanto concerne le elezioni comunali, Teramo si conferma roccaforte del centro-destra. Il candidato del Pdl Brucchi, con il 57% circa dei consensi, distanzia di 20 punti il candidato del centro-sinistra Paolo Albi. “Ringrazio - afferma il neo-sindaco- tutti i cittadini teramani che hanno compreso alla perfezione quello che volevamo fare e realizzare. Da domani sarò operativo per dare continuità all’ottimo lavoro svolto finora dalla giunta Chiodi“.
Veniamo alle elezioni comunali nella Vallata del Fino. Il Comune di Castiglione Messer Raimondo resta al centro-destra e incorona sindaco l’Architetto Danilo Crescia con la percentuale bulgara del 63,19% dei voti. Crescia ha sconfitto lo sfidante Gianluca Merlenghi e succede al sindaco uscente Giuseppe Di Michele, eletto alla carica di consigliere provinciale.
“Il risultato – sostiene Crescia – è stato davvero positivo, lusinghiero e per certi versi inaspettato nei numeri. La popolazione ha voluto premiare il gruppo dell’amministrazione uscente, che da dieci anni lavora alacremente per lo sviluppo ed il progresso della comunità di Castiglione. Ringrazio i cittadini per il consenso e la fiducia dimostrati nei nostri confronti. Faccio un appello alla minoranza a collaborare per il bene del Comune. Ci sono le potenzialità e le credenziali per raggiungere grandi risultati“.
Il Comune di Montefino è stato assegnato davvero per una manciata di voti. Il dott. Ernesto Piccari (a capo di una lista civica di centro-sinistra) si impone per 27 voti sul dott. Sandro Sierri del centro-destra, già sindaco a cavallo tra la seconda metà degli anni ’90 ed i primi anni 2000 per due occasioni. Abbiamo raggiunto il neo sindaco Piccari, il quale ha così commentato:
“Ringrazio tutti gli elettori che ci hanno sostenuto per l’opportunità concessaci. Dimostreremo ad i Montefinesi che non hanno sbagliato a dare fiducia alla nostra lista. E lo faremo con un’azione amministrativa efficace e concreta“.
Ad Arsita Enzo Lucci ha sconfitto il suo unico avversario, cioè il quorum. L’unica lista a concorrere in questa tornata elettorale, chiamata “La Primula”, è riuscita a portare al voto il 52,79 % degli aventi diritto ed Enzo Lucci è stato eletto primo cittadino. “La soddisfazione - afferma Enzo Lucci – è stata enorme in quanto la partecipazione popolare è stata encomiabile. Abbiamo raggiunto un risultato al di sopra di ogni aspettativa. La gente ha voluto premiare il nostro impegno e la nostra attenzione verso la risoluzione dei problemi di Arsita. Ringrazio sentitamente tutta la popolazione. Posso dire fin da ora che sarò il sindaco di tutti gli Arsitani“.
__________Vincenzo Luca Salini
6 giugno: A due mesi dal terremoto la forza d’animo di Marta rimasta 23 ore sotto le macerie
giugno 7, 2009 by AdmGdA
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Si è costituita l’Associazione Culturale “Serena e Federica” dedicata alla memoria di Serena Scipione e
Federica Moscardelli. Le due studentesse in medicina sono state vittime del destino atroce la mattina della terribile ed immane scossa di terremoto che ha colpito L’Aquila il famigerato 6 aprile 2009. Tutta la Vallata del Fino ha partecipato in modo commosso e profondo al dolore che ha colpito la famiglia Scipione per la scomparsa di Serena. A distanza di due mesi dal sisma, un gruppo di amici delle due ragazze ha voluto concretizzare l’idea di mantenere sempre vivo il loro ricordo creando appunto l’Associazione senza scopo di lucro “Serena e Federica“. L’obiettivo alla base del sodalizio è teso all’organizzazione di eventi culturali con lo scopo di dare sostegno attraverso devoluzioni di ricavato ad associazione umanitarie e ad altri enti legalmente riconosciuti.
Per saperne di più abbiamo incontrato a Bisenti Marta Valente, esponente di rilievo dell’Associazione, da sempre legatissima a Serena e Federica, con le quali condivideva l’appartamento all’Aquila. Marta ha vissuto in prima persona il dramma del terremoto ma fortunatamente è stata estratta viva dopo 23 ore trascorse sotto le macerie. Tornata a casa da pochi giorni, Marta lentamente sta recuperando dalle lesioni fisiche subite e dimostra di possedere una forza d’animo esemplare.
Quali sono i componenti dell’Associazione?
I componenti sono i ragazzi della scuole superiori, compagni di scuola di Serena e Federica ed alcuni familiari delle ragazze. Abbiamo da poco definito le cariche all’interno dell’Associazione, che sono state così ripartite: la Presidente è Aurora Mariani, la Vice-Presidente è Elena Di Tommaso, il Segretario è Lorenzo Pompei, la Tesoriere è Cristina Di Giannatale, i Consiglieri sono: Matteo Di Giacomo, Marta Edda Valente, Fabiana Moscardelli (sorella di Federica), Valeria Scipione (sorella di Serena) e Gianluca Di Luigi.
Marta ci descrivi le finalità ed i progetti dell’Associazione?
Obiettivo primario è il seguente: mantenere per sempre vivo e forte il ricordo di Serena e Federica. Tengo a sottolineare che l’associazione Serena e Federica nasce esclusivamente a scopo benefico e senza scopo di lucro. Ci proponiamo di organizzare eventi culturali (concerti, mostre fotografiche) almeno una volta l’anno, e di devolvere il ricavato in beneficenza. Per l’anno in corso gli introiti verranno donati all’Aquila per la realizzazione di un asilo e per progetti inerenti la facoltà di medicina, presso cui studiavano Serena e Federica. Per gli anni successivi abbiamo deciso di devolvere i frutti provenienti dall’attività dell’associazione a Medici Senza Frontiere e ad altre associazioni di carattere benefico.
Sono orgogliosa del fatto che l’associazione riceve adesioni ed apprezzamenti provenienti da ogni parte. In pochi giorni il gruppo costituito in internet ha raggiunto quota 1.500 iscritti.
Approfitto dell’occasione per anticipare che l’associazione “Serena e Federica”, in collaborazione con la Pro-loco di Bisenti, si sta attivando per organizzare il primo Torneo di Pallavolo intitolato alla memoria di Serena Scipione, che si terrà a Bisenti a partire dal 20 luglio prossimo.
_________________di Luca Salini

Ponzio Pilato potrebbe essere nato veramente a Bisenti (TE)
giugno 1, 2009 by AdmGdA
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La nascita del Governatore sarebbe plausibile secondo i recenti studii, basati su corrispondenze
Casa Ponzio Pilato a Bisenti
analogiche tra una chiesa di Bisenti ed una chiesa di Lanciano.
Dopo un periodo di colpevole oblio in provincia di Teramo, nella Vallata del Fino in modo particolare, torna a riaffacciarsi il dilemma relativo all’origine di Ponzio Pilato. Tutti sono a conoscenza della leggenda, o forse meglio dire della tradizione, che lega in modo indissolubile i natali di Ponzio Pilato al paese di Bisenti, piccolo centro del teramano alle pendici del Gran Sasso, e da un po’ di tempo la figura del Governatore, invisa alla Chiesa cattolica, è tornata alla ribalta facendo riemergere anche interrogativi irrisolti ed aspetti misteriosi e mistici ad essa strettamente connessi. Angelo Paratico, famoso scrittore ed autore tra le altre opere del celeberrimo libro “Gli assassini del Karma“, rappresenta l’attuale massimo sostenitore delle origini bisentine di Ponzio Pilato ed a tal uopo lo abbiamo intervistato.
- Su quali elementi storici e storiografici basa la convinzione che Ponzio Pilato sia originario dell’Abruzzo ed in particolare di Bisenti?
All’inizio della mia ricerca c’è la leggenda raccolta da uno scritto di Ennio Flaiano, un grande abruzzese e un
Angelo Paratico , scrittore
autore che ho sempre amato moltissimo e di cui credo di aver letto praticamente tutto. Quella sua notazione, da lui riportata in senso un po’ ironico, mi aveva colpito e, anni dopo, avevo svolto una piccola ricerca, scoprendo che, effettivamente, a Bisenti esistono delle rovine note come la casa di Pilato.
- Analizzando le fonti che citano la figura di Ponzio Pilato emerge in modo incontrovertibile il seguente dato: i Vangeli “ufficiali” ci forniscono una descrizione alquanto sfumata di Ponzio Pilato; mentre i Vangeli apocrifi, nella fattispecie quelli di Nicodemo e Gamaliele, che conobbero personalmente Gesù, forniscono una descrizione più approfondita del Governatore Pilato. Come spiega questo fenomeno?
Bisognerebbe prima stabilire se i vangeli apocrifi hanno un valore storico oppure no, una questione molto complessa e tutto sommato irrisolvibile. Certo è che la figura di Pilato, come quella di Giuda, sembrano intagliate in maniera molto più netta rispetto a quelle degli apostoli. Sono caratteri che si prestano a varie interpretazioni, tutte forti. Esistono prove inconfutabili dell’esistenza di Pilato. Monete di bronzo chiamate Prutah, poi c’è La stele di Pilato scoperta nel 1961 a Cesarea.
Ponzio Pilato , statua in bronzo - San Giovanni Rotondo (Fg)
Nel racconto dell’esploratore russo di origine ebrea Nicolas Notovitch, che forma il canovaccio del mio libro, Pilato non vien visto come l’uomo che se ne lava le mani, ma come l’uomo che vuole la morte del Nazzareno per sua malignità interiore. A lavarsi le mani sono i sacerdoti del Sinedrio e con quel gesto intendono lavarsi le mani dal sangue dell’innocente che sta per essere crocifisso. Questo vangelo apocrifo, secondo il racconto di Notovitch, testimonierebbe di un viaggio in India e in Tibet da parte di Gesù, nei suoi 18 anni di assenza dalla narrazione evangelica, una storia che è poi entrata in quel movimento teosofico americano noto come Età dell’Aquario. A onor del vero i dati storici che possediamo circa la figura di Ponzio Pilato, puntano a una figura simile a quella dipinta dal Notovitch, non a quella, quasi benigna, dei quattro vangeli. Pilato doveva essere una specie di protonazista: addirittura venne sollevato dal suo incarico per eccesso di crudeltà, pur sapendo che i romani non erano certo delle mammolette.
- Longino è venerato come Santo dalla Chiesa Cristiana ma stranamente il suo nome non è riportato in alcun vangelo canonico ma solo nell’apocrifo “Vangelo di Nicodemo”. Cosa pensa a riguardo?
Scherza su questo fatto anche il Longino che appare nel mio libro, a pagina 174. Pilato lo provoca dicendogli che i Cristiani vanno dicendo che egli si sarebbe convertito e che lo hanno nominato vescovo in Cappadocia. Ma il Longino di Lanciano scuote il capo e gli risponde: “L’ho sentito raccontare anche io di questo Longino di Cappadocia, ma sarà un impostore, come tutti gli altri Cristiani che vivono di queste menzogne. Anche se vado a raccontagli che quel Longino di Cappadocia non sono io, non mi credono, allora è inutile parlargli…“
Miscredente sino alla fine, dunque.
Per illustrare certi aspetti della sua fama, pur largamente inferiore a quella di Pilato, basta un breve accenno alla lancia con la quale avrebbe inflitto il colpo mortale al nostro Salvatore. Nel mio libro racconto che egli l’aveva venduta a caro prezzo molti anni prima. Come per il Santo Graal, anche qui vi sono varie reliquie che vengono dette essere, appunto la “Santa Lancia” oppure la “Lancia del Destino”. Una delle più celebri è senz’altro quella che oggi si trova a Vienna, presso la Schtazkammer nota come Lancia di Hofburg. Pochi sanno che uno che credeva ciecamente ai suoi poteri mistici era Adolf Hitler. Infatti, appena entrò nella capitale austriaca alla testa delle truppe germaniche, durante l’Anschluss del 1938, corse a impossessarsi di questa santa reliquia, che poi venne ritrovata a guerra finita dentro a un bunker.
Il Generale Patton la restituì all’Austria. Questa dovrebbe essere la lancia di Odino che porta incorporato un chiodo usato durante la crocifissione di Gesù. Ne scrive anche Paolo Diacono, dicendo che veniva chiamata Gungingi e i re Longobardi a Pavia la impugnavano durante la loro incoronazione, ma a loro venne tolta da Carlo Magno e poi portata in Germania, dove restò sino al 1806. Nel 2002 venne fatto un test metallurgico e si scoprì che questo puntale di lancia è del VII secolo dopo Cristo, ma il chiodo della croce che vi sta inglobato è in effetti del primo secolo dopo Cristo. Secondo la leggenda chi ne perde il possesso muore suicida o in maniera violenta. Sono stati scritti vari romanzi attorno a questo mito: per esempio “La lancia del destino” di Trevor Ravenscroft, ma la storia continua, perché secondo Howard Buecher, che scrisse due libri su questo argomento, Hitler nascose la lancia in bunker al Polo Nord e quella attualmente a Vienna sarebbe solo una copia. Pare che una spedizione di nazisti venne effettivamente inviata al Polo Nord, vi sono le testimonianze dei sopravvissuti. Altri richiami alla lancia si trovano nel Parsifal di Wagner e anche il padre di Indiana Jones, in uno dei suoi celebri film, era alla ricerca, appunto, della lancia di Longino. Può essere che invece sia sepolta a Lanciano o a Bisenti.
- E’ secondo lei possibile, come affermano il vangelo di Gamaliele, altri scritti apocrifi e Tertulliano “«Pilato iam sua coscientia christianus» (già nella sua coscienza cristiano)” , che Pilato (venerato come santo dalla chiesa etiope) alla fine si convertì alla nuova religione ?
Questa è la conclusione del mio libro, per quanto malvagio egli morì cristiano, precipitando dentro a un burrone appena fuori Lanciano. Era Pasqua e dopo aver lasciato Bisenti era andato, ormai vecchio, a incontrare Longino per rinfacciargli la sua parte di colpa e per rivivere quel terribile crimine. Lo facevano ogni anno, come appunto dice Flaiano.
- Nel suo libro lei cita Lanciano in correlazione con Bisenti., Secondo lei esisteva una correlazione, uno stretto rapporto all’epoca di Ponzio Pilato tra Bisenti e Lanciano, testimoniato anche dalla probabile nascita di Longino a Lanciano e dalle corrispondenze delle due chiese di Lanciano e Bisenti?
Penso che un esperto di archeologia romana potrà darvi una risposta più corretta della mia, ma credo di sì, notando la relativa vicinanza fra i due centri e l’importanza della regione rispetto a Roma.
- Lei attualmente si trova ad Hong Kong per motivi di lavoro. Progetti per il futuro?
Risiedo a Hong Kong a 26 anni e ritorno in Italia un paio di volte all’anno, per lavoro e anche per motivi familiari. Mia moglie è di Verona e il centro delle mie attività è in provincia di Milano.Hong Kong è un posto ideale per lavorare, perché non esistono tutti i problemi che affliggono la nostra bella Italia.
- Quando pensa di rientrare in Italia? Glielo chiediamo in quanto saremo lieti ed orgogliosi di averla come ospite nel paese che ha dato i natali a Ponzio Pilato.
Sarò lieto di passare per Bisenti e di confrontare l’immagine mentale che me ne sono fatto mentre scrivevo il mio romanzo, con la realtà. Per me sarà un po’ come aprire le pagine del mio libro e tuffarmici dentro. Detto questo, avrete già capito che non vedo l’ora di venirci.
Dalle parole di Paratico si percepisce senza ombra di dubbio che la teoria della nascita di Pilato a Bisenti appare tutt’altro che inverosimile. La circostanza sarebbe suffragata dalle vistose analogie tra le chiese della Madonna degli Angeli di Bisenti e di Santa Maria del Ponte di Lanciano. A tal proposito abbiamo interpellato il dottor Graziano Paolone, da sempre affascinato dal dilemma delle origini di Ponzio Pilato, sulla cui figura ha condotto numerosi studi.
- Ci aggiorna sugli ultimi sviluppi delle sue indagini storiografiche?
Premetto che da sempre sono interessato alla portata storica del Governatore Pilato. A noi interessa sapere se il
Graziano Paolone
medesimo fosse o meno di origine abruzzese. A tal fine potremmo far riferimento ad un’altra figura storica del tempo: il centurione Longino, che trafisse con la lancia il costato di Gesù. Premetto che nessun vangelo canonico riporta il nome di Longino, trattato solamente nei vangeli apocrifi. La tradizione vuole che Longino fosse originario di Lanciano. Pertanto sembra plausibile l’ipotesi che Longino era di Lanciano e Pilato era di Bisenti in quanto era frequente all’epoca che due o più militari di uno stesso gruppo etnico fossero arruolati all’interno di una stessa legione e venissero inviati in missione per presidiare la Galilea, terra molto vivace ed accesa in quel periodo storico. La circostanza che sia Pilato che Longino fossero abruzzesi è stata sostenuta anche da Ennio Flaiano e, recentemente, dallo scrittore Angelo Paratico. Ciò lascia pensare che l’eventualità della nascita di Ponzio Pilato a Bisenti sia più di una leggenda, come testimoniato anche dalla presenza nel paese dell’alto Fino di una casa che molti additano come la casa natale di colui che si lavò le mani.
Andando alla ricerca di analogie tra Bisenti e Lanciano al fine di trovare elementi rafforzativi dell’ipotesi in esame, mi sono soffermato sulla presenza di due chiese gemelle: Santa Maria del Ponte di Lanciano e Santa Maria degli Angeli di Bisenti. Si tratta di chiese aventi le seguenti caratteristiche comuni: sono state edificate entrambe su tempi precedenti; sono state riedificate intorno al 1.400; sono state riportate a nuova luce intorno al 1.750 per mano dello stesso ingegnere e per mano dello stesso pittore; recano all’interno gli stessi affreschi. Si tratta dunque di una strana simbiosi e di una singolare corrispondenza analogica tra le due chiese che potrebbe avvalorare e rafforzare la tesi che vede Pilato e Longino originari rispettivamente di Bisenti e di Lanciano.
fotografia statua Ponzio Pilato di Gennaro Sansone – licenza GFDL
16 maggio 2009: la Vallata del Fino non dimentica Serena
maggio 31, 2009 by AdmGdA
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31.05 – Ci sono momenti in cui a parole è impossibile descrivere lo stato emotivo. In questi momenti le parole non bastano per descrivere sentimenti e sensazioni provate da ciascuno di noi. Uno di questi momenti si è verificato alcuni giorni fa nella Vallata del Fino. Un luogo: Bisenti. Un locale: la sala convegni del ristorante l’Amicizia. Una data: sabato 16 maggio. L’evento di cui trattiamo è il convegno dal tema “Internet nella società contemporanea. Rischi e vantaggi del web“, organizzato dall’Associazione culturale “Progetto Sviluppo Valfino“.
Serena Scipione . 6 aprile 2009
Lo spazio finale è stato dedicato ad un emozionante e toccante ricordo di Serena Scipione. Serena la notte del terribile terremoto del 6 aprile si trovava a l’Aquila per motivi di studio. Il martedì successivo avrebbe dovuto sostenere l’ultimo esame prima della pausa pasquale presso l’Università di medicina. Il fato ha spezzato il sogno di Serena ed ha gettato la Vallata del Fino in una profonda tristezza e disperazione. La perdita è stata notevole in quanto Serena era una ragazza vitale e dinamica, educata e garbata, sveglia e risoluta. La sua vita è stata improntata su valori e principi profondamente etici e virtuosi, oltre che su forte e radicata fede in Dio.
L’Associazione Progetto Sviluppo Valfino ha voluto ricordare Serena mettendo in evidenza le sue innumerevoli doti e qualità umane. Già perché il sogno di Serena era di poter diventare medico e di esercitare la professione in terre lontane bisognose di solidarietà.
Alla manifestazione ha partecipato Valeria, la cara sorella di Serena, la quale, dopo aver ricevuto in dono dall’Associazione di cui sopra una cornice con incise una immagine di Serena ed una frase, ha preso la parola per ringraziare quanti in questo triste periodo sono stati vicini alla sua famiglia. Sono stati momenti intrisi di emozione indescrivibile. Sono stati attimi che non potrò mai dimenticare per la sensibilità e la dolcezza sprigionate dalle parole di Valeria.
Sono stati momenti in cui la popolazione di Bisenti ha voluto abbracciare idealmente Valeria e la sua cara famiglia. In tutti noi sabato 16 maggio, casomai ve ne fosse stato ancora bisogno, si è rafforzata e fortificata una convinzione: Serena ha lasciato un vuoto incolmabile ma nei nostri cuori e nei nostri pensieri la sua presenza non scomparirà mai. Anzi Serena illuminerà e guiderà la sua comunità con il suo soave sorriso e la sua proverbiale generosità, nella speranza che un giorno potremmo avere la possibilità di riabbracciarla in un mondo migliore.
di Vincenzo Luca Salini
Bisenti-convegno: “Internet nella società contemporanea. Rischi e vantaggi del web”
maggio 17, 2009 by AdmGdA
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17.05 – Una numerosa cornice di pubblico ha fatto da sfondo al convegno “Internet nella società contemporanea. Rischi e vantaggi del web”, tenutosi in data 16 maggio a Bisenti.
L’evento è stato organizzato dall’Associazione Culturale “Progetto Sviluppo Valfino“, che ha superato a pieni voti il primo esame il quanto l’obiettivo di fornire ai convenuti informazioni, spiegazioni e delucidazioni legate al “fenomeno” internet è stato pienamente raggiunto.
Dopo una breve introduzione del moderatore sugli obiettivi della neonata Associazione e sui motivi legati alla scelta del tema del convegno, la parola è stata ceduta per un saluto al Sindaco di Bisenti, Avvocato Guido De Luca, il quale si è soffermato sull’importanza di internet nell’attuale società e sui benefici apportati e che potrebbero essere apportati in futuro dal web nelle piccole comunità come quella della Vallata del Fino.
Giungeva il momento della presentazione ufficiale del sito di Vallata www.valledelfino.net, creato ed amministrato con competenza e passione da Rossano Buffalmano, che veniva affidata alle capacità dialettiche dello scrittore nonché dj Pier Domenico Di Dionisio.
Seguiva l’intervento della professoressa Stefania Ianni, docente alla scuola media Savini di Teramo, la quale insisteva con competenza sul tema dell’influenza del web nei giovani adolescenti, mettendo in evidenza anche i progetti del mondo della scuola per indirizzare i giovani ad un uso legale e corretto di internet.
Successivamente era il momento della relazione dettagliata e molto pratica di Paolo Mingione, direttore generale della Banca di Credito Cooperativo di Castiglione Messer Raimondo e Pianella, che forniva alla platea interessanti dati sull’utilizzo del web da parte degli istituti di credito e rivelava sistemi e trucchi per scovare eventuali reati informatici a danno delle carte di credito. L’argomento successivo riguardava il rapporto tra internet e la sanità. La relazione in questo ambito veniva enunciata dal medico-psichiatra Gabriele Salini, il quale evidenziava da un punto di vista medico-patologico i rischi ed i vantaggi del web soffermandosi in modo particolare e con chiarezza espositiva sui fenomeni patologici legati ad un utilizzo eccessivo e distorto del web.
Il convegno proseguiva con la relazione del laureando in Scienze Manageriali dello sport, Marco Paolone, il quale toccava l’argomento del web nel mondo sportivo soffermandosi in particolare sui portali sportivi e sulla pratica da censurare dell’acquisto di sostanze dopanti tramite appositi siti internet. Il penultimo intervento veniva affidato al poliedrico giornalista Filippo Lucci che, con la tradizionale disinvoltura che da sempre lo contraddistingue, metteva in evidenza il modo in cui il web ha rivoluzionato i rapporti sociali e politici tra i cittadini. Concludeva i lavori la dottoressa in relazioni pubbliche presso l’Università IULM di Milano Edda Migliori, che basava il suo intervento sul rapporto tra il web e la comunicazione nell’epoca dei social network, fornendo notizie interessanti anche sul tormentone facebook.
Il momento finale veniva dedicato ad un commosso ricordo di Serena Scipione, la
studentessa bisentina scomparsa il 6 aprile scorso a seguito del violento terremoto che ha investito l’Aquila. Dopo un emozionato ricordo di Serena tracciato dal moderatore, l’Associazione Progetto Sviluppo Valfino donava una cornice con annessa pergamena alla sorella Valeria, che prendeva la parola per ringraziare tutti per la vicinanza e l’affetto dimostrato in questo tristissimo periodo. E’ stato un momento di profonda partecipazione da parte dei presenti, conclusosi con il mobilissimo gesto finale di Valeria, che ci teneva donare alla neonata Associazione un santino raffigurante l’immagine angelica di Serena, la cui memoria ed il cui ricordo guideranno ed illumineranno per sempre il nostro cammino.
______________di Luca Salini

Bisenti (Teramo): “Parte dal Web lo sviluppo della Vallata del Fino”
maggio 5, 2009 by AdmGdA
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05.05- Il 16 maggio 2009 rappresenta la “prima uscita” ufficiale della neonata Associazione Culturale
“Progetto Sviluppo Valfino”. La partenza è ambiziosa se si tiene conto del titolo del convegno “Internet nella società di oggi. Vantaggi e rischi del web” che si terrà a Bisenti.
“L’incontro persegue i seguenti obiettivi: promuovere e diffondere la cultura in ogni sua manifestazione e contribuire alla crescita culturale e sociale della Vallata del Fino; diffondere la cultura del fare e dell’agire pratico nel mondo giovanile e non; ampliare la conoscenza della cultura, letteraria ed artistica in genere, e soprattutto spingere l’individuo ad approfondire le tematiche del mondo di internet in tutte le sue manifestazioni; sensibilizzare l’individuo ad approfondire le conoscenze nel campo telematico con particolare riguardo al sistema world wide web, evidenziandone lati positivi ed aspetti controversi; mettere in risalto il modo in cui il fenomeno internet ha influenzato e modificato i settori dello scibile umano attraverso un processo di modernizzazione valutabile caso per caso; prevedere i possibili scenari futuri del web evidenziando in modo particolare il suo apporto per la risoluzione di problematiche intricate a cui l’evoluzione ed il progresso attualmente non sono riusciti a dare risposte esaustive; in ultimo persuadere le istituzioni competenti a diffondere con maggiore intensità e frequenza i canali di accesso al web in linea con le aree geografiche più evolute, consentendo l’utilizzo del web a tutte le fasce della popolazione senza distinzioni di sorta.” Spiega Luca Salini, Presidente Associazione Culturale “Progetto Sviluppo Valfino“.
Durante il convegno si alterneranno relatori qualificati che apporteranno il loro contributo in merito alle tematiche del web ed all’influenza determinata nei settori della vita umana dal sistema world wide web, con riferimento particolare ai seguenti argomenti: internet e la giustizia, internet e la formazione culturale, internet e la sanità, internet e la comunicazione giornalistica, internet e lo sport, internet e la politica, internet e la società di oggi e nella realtà della Vallata, internet e la pubblica amministrazione ed i lavori pubblici, internet ed il sistema bancario. Tra gli obiettivi dell’associazione c’è quello di coinvolgere anche le istituzioni e le associazioni locali. Ma durante il convegno il pensiero andrà anche alla tragedia del terremoto.
“L’Associazione Progetto Sviluppo Valfino non è rimasta insensibile di fronte alla recente tragedia provocata dal terremoto che ha devastato la città dell’Aquila e l’Abruzzo in generale. La comunità bisentina ha dovuto subire impotente la scomparsa di Serena Scipione. Ciò ha rappresentato un grave lutto per tutta la Vallata del Fino in quanto Serena aveva appena 24 anni e si trovava all’Aquila per motivi di studio in quella disastrosa mattina del 6 aprile. Non abbiamo dimenticato e nel corso della manifestazione verrà tracciato e pronunciato un solenne ricordo della piccola-grande Serena con l’umile obiettivo di farla conoscere anche a quanti non la conoscevano e di farne apprezzare le virtù e le qualità a quanti non hanno avuto modo e tempo di conoscerla a fondo. Il ricordo di Serena ci accompagnerà intensamente per tutto il resto della nostra esistenza.” Aggiunge Luca Salini.



28.09 – L’
Bisenti. Ci elenca i componenti del direttivo con le relative cariche associative?







Le segnalazioni avvenivano attraverso torri innalzate sui punti più alti del territorio con fuochi di notte e specchi di giorno. Attraverso un sistema codificato di segni, di cui oggi si sono perse le tracce, all’epoca veniva attribuito a questo linguaggio non parlato, non scritto, un vero e proprio significato. In tal modo le popolazioni che risiedevano nel territorio potevano svolgere tranquillamente una vita ordinaria sentendosi in un certo senso protette dalla minaccia di attacchi.
Possiedo dei ricordi carichi di emozioni del periodo relativo all’inizio della mia carriera. Il lavoro è iniziato per caso. Facevo la modella e partecipai ad un provino per l’allora televisione regionale Antenna Nord. Fui molto fortunata in quanto riuscii ad entrare in una televisione che il mese successivo si sarebbe trasformata nel network nazionale 

Nella mia vita tante cose sono successe. Sono arrivata a 100 anni e grazie a Dio sto bene di salute, se si esclude qualche dolore al braccio ed alla gamba. Nella mia vita ho sempre lavorato. Aiutavo mio marito Antonio a portare avanti la masseria. Poi quando lui si è ammalato e non era più in grado di lavorare mi sono rimboccata le maniche. Avevamo bisogno di soldi per vivere e così andavo a Castelli ed Isola con la canestra in testa per vendere le uova. Quando il fiume era in piena e lasciava i detriti io e mio marito andavamo al fiume a raccogliere le frasche che utilizzavamo per accendere il fuoco. Sono stati periodi di sacrificio. Prima non c’era il benessere di oggi, non c’erano le pensioni e si mangiava in base a quello che si lavorava. Dovevo pensare io alla famiglia ed ai nostri 6 figli. In realtà abbiamo avuto 7 figlie femmine, ma una purtroppo morì a 7 anni per disgrazia cadendo sul fuoco. Abbiamo vissuto in campagna per molto tempo, poi abbiamo deciso di vendere la masseria e ci siamo trasferiti ad Arsita paese circa 42 anni fa. Mio marito è morto nel 1987 dopo aver sofferto molto per la malattia che lo aveva colpito. Adesso ho 18 nipoti. Un nipote purtroppo è deceduto.





































